La musica nella terapia assistita con psichedelici

Auriculares, altavoces y antifaz sobre mesas de madera para la música en las sesiones psicodélicas
Òscar Parés Franquero
Scritto daÒscar Parés FranqueroLaureato in filosofia e antropologia. Fondatore e CEO di Clínica Synaptica.
Contenuto validato dal team diClínica Synaptica

La musica accompagna l’uso degli psichedelici da secoli e si è dimostrata una componente chiave per massimizzare gli effetti terapeutici di queste sostanze (Kaelen et al., 2015; O’Callaghan et al., 2020). Rappresenta un modo efficace per evocare emozioni (Kaelen et al., 2015) e sostiene i partecipanti in modo non verbale, guidando e intensificando le loro esperienze (Grof, 1980, citato in Kaelen et al., 2018). Alcuni studi hanno mostrato che gli psichedelici aumentano la reattività emotiva e psicologica alla musica (Barrett et al., 2018). Tuttavia, il suo studio è particolarmente complesso a causa delle sue sfaccettature soggettive, e si conosce ancora poco sui meccanismi del suo impatto sul cervello e sulle proprietà che rendono la musica così cruciale in una seduta.

Il modello di seduta «classico» tra i professionisti che lavorano con la terapia assistita con psichedelici prevede che i pazienti si sdraino su un divano o un letto, rivolgendo l’attenzione verso l’interno mentre ascoltano una playlist musicale progettata appositamente per l’esperienza (Kaelen, 2018).

La musica è eccezionalmente importante per offrire ai partecipanti un accesso profondo ai loro mondi interiori, sostenere l’espressione di emozioni intense e facilitare esperienze trasformative, caratterizzate da un senso di unità, trascendenza e significato profondo (O’Callaghan et al., 2020). Combinata con gli psichedelici, la musica aiuta ad allentare i consueti controlli, invitandoci ad abbandonarci e ad accedere alla mente inconscia. Questo offre un grande potenziale nelle esperienze terapeutiche, perché consente di alleviare conflitti emotivi che difficilmente si potrebbero risolvere con mezzi esclusivamente verbali (Lindegaard, 2023).

Come la musica intensifica la reattività emotiva

Le ricerche mostrano che l’uso di psichedelici può far percepire la musica come più emotiva, trasformandola da semplice sottofondo in un agente attivo della terapia (Kaelen et al., 2018). In uno studio di Kaelen et al. (2015) è stato inoltre riportato che l’LSD intensifica l’impatto emotivo della musica, aumentando in modo significativo l’apertura dei pazienti ai messaggi emotivi che essa trasmette, il che permette di entrare in contatto con emozioni o sensazioni tipicamente inaccessibili per loro.

La musica può quindi guidare il processo terapeutico portando alla portata di mano emozioni e ricordi profondamente radicati, segnando a volte un prima e un dopo nella terapia.

Questa capacità della musica di evocare una «eccitazione emotiva», insieme al cambiamento dei meccanismi cerebrali di regolazione emotiva (un effetto comune degli psichedelici), permette ai pazienti di vivere ed elaborare le emozioni con un’intensità che normalmente non si raggiunge in un contesto terapeutico standard.

Questo stato di amplificazione emotiva può consentire la risoluzione di traumi, lutti o ansie, e può persino innescare esperienze mistiche o «picchi», momenti spesso considerati i più significativi dal punto di vista terapeutico durante le sedute psichedeliche (Kaelen et al., 2015).

La scelta della musica

È importante sottolineare che la scelta della musica svolge un ruolo cruciale nel plasmare l’esperienza terapeutica. La musica influenza le emozioni umane e, a loro volta, i pazienti possono compiere le proprie scelte musicali in base alle loro emozioni (Swaminathan & Schellenberg, 2015, citati in O’Callaghan et al., 2020) o persino sperimentare la sinestesia, in cui possono «vedere» i suoni o «sentire» la musica (O’Callaghan et al., 2020). Per questo i terapeuti devono compiere scelte consapevoli sulle playlist musicali, adattandole alle intenzioni terapeutiche e all’esperienza emotiva particolare del paziente.

Neuroscienze della musica e degli psichedelici

A livello neurologico, gli psichedelici e la musica attivano regioni cerebrali simili, associate alla ricompensa, all’emozione e alla memoria. È stato dimostrato che gli psichedelici, come l’LSD, modulano la percezione uditiva, facendo sì che la musica suoni più vivida ed emotivamente significativa (Barrett et al., 2018). La combinazione della musica con un cervello alterato dagli psichedelici potenzia le immagini mentali, l’elaborazione emotiva e il significato personale della musica, il che può favorire momenti di comprensione profonda e di guarigione.

Infine, è attraverso l’integrazione della musica nelle sedute di terapia psichedelica che i terapeuti possono migliorare in modo significativo la profondità emotiva e il potere trasformativo di questi trattamenti. La musica non è solo un’aggiunta alla terapia, ma uno degli strumenti principali e una componente centrale del processo di guarigione.

Per questo motivo, alla Clínica Synaptica attribuiamo grande valore all’uso della musica in seduta. Disponiamo di una varietà di playlist con personalità e tonalità diverse, progettate dal nostro team clinico. Queste, a loro volta, possono essere modificate per personalizzarle sul percorso di ciascun paziente, trasformando la musica in uno strumento di grande valore come potenziatore terapeutico. Una volta che conoscerete come si svolgono le sedute e l’esperienza con la ketamina, vi invitiamo anche a portare in seduta playlist da voi create, dato che anche la creazione e l’uso di musica scelta personalmente possono essere rilevanti per il processo terapeutico. Senza dubbio, la musica è una variabile a cui prestare attenzione nella psicoterapia assistita con ketamina e con altri psichedelici.

Riferimenti bibliografici

Barrett, F. S., Preller, K. H., & Kaelen, M. (2018). Psychedelics and music: neuroscience and therapeutic implications. International Review of Psychiatry, 1–13. doi:10.1080/09540261.2018.1484342

O’Callaghan, C., Hubik, D. J., Dwyer, J., Williams, M., & Ross, M. (2020). Experience of Music Used With Psychedelic Therapy: A Rapid Review and Implications. Journal of Music Therapy. doi:10.1093/jmt/thaa006

Kaelen, M., Barrett, F. S., Roseman, L., Lorenz, R., Family, N., Bolstridge, M., … Carhart-Harris, R. L. (2015). LSD enhances the emotional response to music. Psychopharmacology, 232(19), 3607–3614. doi:10.1007/s00213-015-4014-y 

Kaelen, M., Giribaldi, B., Raine, J., Timmermann, C., Di Giovanni, G., Rodriguez, N., & Carhart-Harris, R. (2018). The hidden therapist: Evidence for a central role of music in psychedelic therapy. Psychopharmacology, 235(2), 505–519. https://doi.org/10.1007/s00213-017-4820-5

Lindegaard T. (2023). Do Psychedelics Facilitate Emergence of Unconscious Psychological Processes?. Psychodynamic psychiatry, 51(3), 270–286. https://doi.org/10.1521/pdps.2023.51.3.270

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